Wedding Tourism in Italia : i dati statistici del 2015

Gli sposi stranieri adorano coronare il loro sogno ed il loro giorno più bello nel Bel Paese: ora si hanno alla mano le statistiche relative al 2015, che confermano questa tendenza che ha preso il nome di “wedding tourism”.

Secondo una ricerca del Centro studi turistici -Cst di Firenze (e riportata da Il Sole 24 Ore), è un business dai risvolti interessanti: si conta un impatto turistico incrementale, che, già nel 2015, ha generato 333mila arrivi ed oltre un milione di presenze, con una media di 47 invitati ciascuno.

Gli eventi del 2015 sono stati conteggiati in 7.043, per una media di spesa (tra location da favola, wedding planner, floral designer, fotografi etc.) che sfiora i 54mila euro ed un fatturato stimato di 380.3 milioni di euro.

Il wedding tourism si sta rivelando un “tesoretto”, quindi, tanto per il settore nuziale italiano quanto per quello turistico: sembra, poi, che la meta privilegiata sia la Toscana, mentre la cerimonia scelta si divide quasi equamente tra rito religioso (34,4%), civile (33,0%) e simbolico (32,6%).

In merito, il Cst ha silato la lista percentuale degli sposi stranieri e del loro Paese di origine, tanto che si hanno Regno Unito e Stati Uniti in testa (con, rispettivamente, il 26,4% ed il 20,7%), seguiti a distanza da Australia (8,4%), Irlanda (5,4%), Germania (4,9%), Canada (4,6%), Russia (3,3%), Francia (3%), Brasile (2,4%), e Svizzera (1,9%).

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