Le origini del velo da sposa che lo hanno condotto ad essere il must have della moda bridal odierna

Il velo è un accessorio must have che completa il romantico outfit da sposa, un trend che è debitamente confermato tanto per questo 2016 quanto per il prossimo 2017 (in merito, si è appena conclusa la New Bridal Week con le passerelle dei primi abiti da sposa per l’anno avvenire).

Il velo da sposa si presenta in tessuti diversi, con l’accezione di differenziarsi dall’abito per i materiali impiegati, un mood che la maison di moda prediligono spesso: si preferisce, in via generale, soprattutto, il tulle, sebbene allo stesso modo vengano utilizzati seta, pizzo ed organza, un’eterogenea parvenza che contaddistingue tanto i bordi quanto le rifiniture dello stesso (arricchito, ad esempio, con ricami, perline, cristalli etc.).

Il velo da sposa propone, ancora, differenti configurazioni: dall’imperioso velo a cattedrale (molto scenografico e lungo, quasi fino a sfiorare i tre metri) a quello corto a voliera (lungo fino alle spalle, la tradizione vuole che copra il viso della sposa, in modo che venga alzato dallo sposo di fronte all’altare).

In medias res, si trovano il velo a cappella (con strascico poggiante sul pavimento), il velo a mantella, il velo da valzer (o classico, che, sebbene copra la sposa da testa a piedi, permette alla stessa di volteggiare per le danze), velo allacciato ai polsi (le estremità si legano ai polsi, creando un elegante effetto mantella) ed il velo al gomito (arriva, perciò, al gomito ed è formato da un unico strato).

Dopo tutto questo, però, la domanda sorge spontanea: da dove deriva l’indossare il velo da sposa, prima di essere consacrato accessorio cardine del giorno più bello?

La sua origine è piuttosto radicata nel tempo: già nell’antica Roma, è sfoggiato come simbolo di buon auspicio e si abbina ad una coroncina di mirto e fiori d’arancio, propio per rappresentare la vittoria della sposa nel preservare la sua purezza.

Sempre l’antica Roma presenta un velo maestoso detto flammeum, il quale copre interamente la sposa per proteggerla dagli spiriti maligni, che potevano maledire la coppia: per spaventare i demoni, il velo in questione è giallo o rosso a simboleggiare le fiamme.

Lo stesso velo, quindi, viene posto sulle teste di entrambi gli sposi a loro protezione, un gesto simbolico che anche il Medioevo adotta, arricchito di fili d’oro e perline per assicurarlo al capo.

In merito ai matrimoni combinati, il velo serve per nascondere il volto della futura sposa, che poteva essere visto dal novello sposo solo all’altare, per non annullare gli accordi economici presi (denaro o merci nello scambio).

A questo propostio, proprio per impedire alla sposa di scappare, causa nozza combinate, il velo la appesantisce, impedendole la fuga, una volta incontrato lo sposo.

Infine, con il passare dei secoli, la sposa definisce una certa “proprietà” da parte della sua famiglia, per cui si rende necessario chiedere la mano: il padre, per tradizione, abbassava il velo sul volto della figlia per “donarla” al futuro marito, che poteva sollevarlo all’altare per dichiararne il possesso simbolico.

Insomma, il velo da sposa ha una natura simbolica decisamente travagliata, la stessa, peraltro, che lo ha condotto ad essere un accessorio indiscutibile della moda bridal di oggi e la cui scelta deriva da parametri assiduamente estetici.

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