A salvare i matrimoni italiani ci pensano le banche ed i loro prestiti (forse…)

Il giorno del matrimonio nel XXI secolo italiano? Sicuramente romantico, un momento unico da vivere per i novelli sposi e coloro che sono loro accanto in questo evento così prezioso.

La contropartita, però, per il giorno più bello a dir poco perfetto, è sicuramente l’organizzazione, una serie di idee ed azioni, condite spesso da imprevisti, che rendono i periodi precedenti al fatidico momento sicuramente stressanti.

A questo, poi, si aggiunge anche il costo economico del grande passo, che (secondo le stime riportate da Adnkronos), tra la cerimonia, gli abiti nuziali, il ricevimento etc., può andare da 15-20mila euro ad oltre 80mila.

Di sicuro è una spesa considerevole, soprattutto per una giovane coppia: pe questo, udite udite, tornano in campo le banche, a cui chiedere prestiti finalizzati per coprire le spese inerenti.

E volete che gli istituti di credito si lascino scappare un’opportunità del genere? Ecco, quindi, che hanno introdotto prestiti e finanziamenti dalla formula specifica per il matrimonio, che, guarda caso, prevedono rimborso rateale e piani di ammortamento, per coprire tanto l’intero ammontare delle spese quanto solo una parte.

La liquidità, come sempre, non è però erogata così automaticamente: tra i requisiti richiesti, vi è pedissequamente l’accertamento che uno dei futuri coniugi possieda un reddito stabile.

L’alternativa? Niente di così magico, bensì un prestito personale (a garanzia di rimborso serve la busta paga e si richiede il suddetto reddito stabile di uno dei futuri sposi), la cui somma si attesta tra mille e 30mila euro.

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