La Milano Bridal Week 2017 chiude con il botto : i numeri del 40esimo anniversario di Sì SposaItalia

La Milano Bridal Week ha permesso uno scorcio intrigante sulle novità del wedding fashion 2018: la 40esima edizione di Sì SposaItalia si è conclusa lunedi 22 maggio 2017, con un successo numerico tanto sul piano nazionale quanto su quello internazionale.

Quattro giorni di full imersion nella moda nuziale e le sue infinite declinazioni glamour, dal flower power agli accessori d’impatto, dal romanticismo del sempiterno alla sperimentazione dell’innovazione, in un crescendo di tessuti tecnici e colori strong, senza tralasciare un quid vintage di ispirazione Anni Cinquanta.

Per questo la Milano Bridal Week si conferma sempre più come fulcro e riferimento internazionale per gli operatori che cercano oltre il “già visto”, per offrire ai propri clienti le proposte d’avanguardia e quelle senza tempo del wedding fashion.

Sì SposaItalia 2017 ha visto 210 collezioni in mostra (un +10% rispetto alle edizioni precedenti): accanto ai Paesi dalla forte tradizione bridal, si sono stagliati interessanti mercati emergenti, come Israele e Lettonia.

Per quanto riguarda i numeri del 40esimo anniversario, si hanno 8.040 visitatori professionali, di cui 2.006 esteri, provenienti da 67 Paesi diversi: guida la classifica dei buyer stranieri il Giappone con 284 (+8%), poi Francia (+23%), Cina (+35%), Spagna (+35%) e USA (+9,5%), mentre le presenze dei buyer da Germania, Svizzera, Turchia e Russia rimangono stabili; l’evento è stato visitato per la prima volta da operatori provenienti da Qatar, Canada, Kazakistan e Israele.

Simona Greco, Direttrice divisioneArt, Fashion, Hospitality and Travel di Fiera Milano, ha affermato a FashionNetwork: “Siamo entusiasti di questa edizione, non solo per gli ottimi dati di affluenza, con i tanti più compratori internazionali da Paesi ‘nuovi’ come Iran e Sudafrica e con tanto Medio Oriente, ma per il parametro della qualità delle aziende e dei visitatori intervenuti, con linee di abiti anche in controtendenza o maggiormente diversificate a livello di stile per le tradizioni diverse da nazione a nazione, come pure targettizzate a livello di prezzi per coprire più fasce di mercato. Mi piace quindi sottolineare l’evoluzione culturale di un’azienda che magari è concentrata tutto l’anno a lavorare a testa bassa all’interno del suo stabilimento o sartoria, qui in fiera percepisce un valore aggiunto sotto forma di spunti per diversificare la sua creatività produttiva”.

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