Riporre e conservare con cura il proprio abito da sposa

E mentre l’indimenticabile giorno più bello si prepara al tramonto per lasciar spazio ad una vita insieme (fatta di suoni, immagini, colori, emozioni e ricordi…), un’ultima questione sulla giornata matrimoniale si pone: come conservare e riporre l’abito da sposa affinché non si rovini?

Sì, può sembrar una questione molto prosaica dopo momenti di così pura poesia, ma il problema sussiste, soprattutto in merito a quello che è uno dei simboli nuziali per eccellenza.

Innanzitutto, sia che si decida di riporlo per sempre sia che gli si dedichi una seconda chance, l’abito da sposa dev’essere pulito nel più breve tempo possibile, per evitare rovinosi danni da macchie od altro.

Qui non c’è alcuna titubanza: rivolgersi immediatamente a professionisti e lavanderie specializzate, richiedendo il massimo rispetto per le indicazioni di lavaggio poste a corredo dei tessuti.

Ovviamente, l’abito da sposa lavato a secco e pulito non raggiungerà mai la perfezione di un modello nuovo, ma sarà, comunque, pronto per essere debitamente conservato.

Si parte con il luogo adatto, né troppo polveroso o secco né troppo umido (quindi soffitte o cantine sarebbero off limits), evitando la luce che rischierebbe di far ingiallire anzitempo il vestito.

L’armadio, il guardaroba od un ripostiglio ad hoc si dimostrano all’altezza del compito, ma possono rilevare problemi di spazio: a tale proposito, viene in aiuto il sottovuoto, che, soprattutto in presenza di voluminosi ball gown, è un’ottima soluzione e, naturalmente, va eseguita, nel modo più assoluto, da lavanderie professionali.

Le conseguenze del sottovuoto stanno nelle sicure sciupature e nella possibile esposizione luminosa, per cui, si necessitano anche altre alternative.

Per esempio, l’abito da sposa può essere benissimo appeso (magari in un angolino poco usato od aperto, proprio per evitare di venire stropicciato), ma deve essere protetto (per l’intera lunghezza) con custodie o copriabiti appositi, ancor meglio se con il porta abiti fornito dall’atelier (in mancanza, si può optare per un metodo più casalingo, impiegando un lenzuolo in tela o cotone: in buono stato, ossia senza buchi, protegge il capo, lasciandolo respirare).

Eccoci, allora, all’opzione più diffusa, qual è la conservazione dell’abito da sposa in una scatola: quest’ultima dev’essere di una congrua misura, magari della lunghezza per intero della gonna o, comunque sia, almeno per il 50% del vestito stesso; carta velina, tela o cotone completano l’opera per non farlo ingiallire (e, se si ripone insieme l’outfit nuziale intero, ricordarsi di avvolgerne singolarmente ogni pezzo).

Anche qui, le custodie ed i box dell’atelier sono ideali, in quanto sono costruiti per evitare l’ingiallimento del capo; invece, meglio non impiegare scatole in plastica, che non lasciano traspirare i tessuti, creando cattivi odori o, nel peggiore dei casi, anche episodi di muffa.

Ed il gioco è quasi fatto: per conservare al meglio il proprio abito da sposa, infine, è necessario arieggiarlo di tanto in tanto, anzi un paio di volte all’anno sarebbe perfetto e, così facendo, possono ancora rieccheggiare reconditi gli splendidi momenti del giorno più bello….

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