Acconciature da sposa e la “regola del righello” dei parrucchieri vip John Frieda e Giles Robinson

Solitamente si consiglia di non stravolgere il proprio essere ed il proprio stile, per coronare il giorno più bello: tuttavia, talvolta, si necessita di dare un colpo di spugna alle idee che dà sempre hanno costellato la vita vissuta finora.

Alcune spose, ad esempio, possono abbandonare il proprio look acqua e sapone per un mood da femme fatale per il giorno delle nozze oppure, viceversa, scegliere una soluzione più modesta rispetto ad una vivace esuberanza stilistica.

Nemmeno le acconciature da sposa sono immuni da questo, non a caso, “taglio” secco delle proprie consuetudini: gli “usi e costumi” abituali, infatti, possono subire uno stravolgimento in nome di un quid di design completamente diverso proprio per celebrare il matrimonio.

Se si è deciso di smantellare il solito hairstyle in favore di un “colpo di testa”, innanzitutto, è necessario affidarsi agli esperti del settore e, se si ha voglia di provare qualche originale novità, farsi incuriosire da una nuova teoria in merito.

John Frieda e Giles Robinson sono due parrucchieri vip, che, dopo aver esaminato a fondo teste famose, hanno elaborato un metodo per capire quale sia il taglio migliore su cui puntare.

Praticamente, bisogna misurare la riga immaginaria che va dal mento allo zigomo: se dovesse risultare lunga fino a circa 5,7 cm allora il taglio corto è un’opzione fattibile e consigliata; al contrario, se la linea supera i famigerati 5,7 cm (ovvero sono 2,25 pollici), allora meglio una chioma media o lunga, serica e fluente.

Possiamo dire che è un metodo piuttosto estremista (molto spesso, infatti, ci sono altri fattori qualitativi di cui tener conto, come, per esempio, la fisionomia del volto): ciò nonostante non ha impedito alla cosidetta “regola del righello” di diventare virale e di moda.

Voi, future sposine, siete convinte di questa misurazione oppure no?

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